Seicento e Settecento - Canelles

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Seicento e Settecento

età moderna

Le famiglie che nel XVI secolo non avevano mantenuto la proprietà dei feudi come i Canelles, incominciarono progressivamente ad impoverirsi non avendo sufficienti introiti economici. La trasformazione politica dello stato da Aragonese-catalano a Spagnolo ebbe ripercussioni negative per la famiglia perchè le cariche politiche cittadine divennero sempre meno prestigiose.
Nel settecento, la Sardegna diviene luogo ambito di conquista delle potenze europee; nel corso dei primi due decenni del secolo, Cagliari viene strappata dal secolare dominio spagnolo per passare all'Austria nel 1712-13, ritornare brevemente alla Spagna nel 1717 e quindi essere consegnata ai Savoia nel 1720.  Nel 1793 infine, i francesi rivoluzionari, tentarono l'assalto alla città senza riuscire ad espugnarla.
Nella Spagna del 1702, a causa della morte senza eredi diretti di Carlo II, scoppia una grande guerra di successione. La situazione incomincia a degenerare perché tra i due principali pretendenti, Filippo V di Borbone e Carlo d'Austria, non si trova una  soluzione negoziata. Le maggiori potenze europee, temendo l'unificazione della Spagna con la Francia sostengono l'Austria nella lotta di successione.
Nel 1708 gli inglesi, comandati da sir John Leake ammiraglio della flotta reale e alleati con Carlo d'Asburgo, sferrano i primi attacchi alla città di Cagliari che dopo le prime positive strategie di difesa cade con relativa facilità.
Le motivazioni di questa conquista relativamente semplice si devono ricercare nella realtà della società sarda dell'epoca; la popolazione isolana dopo centinaia d'anni di dominio iberico,  si trova in uno stato di relativa povertà; la nobiltà catalana- aragonese- valenziana- maiorchina, nucleo dell'antica corona aragonese, è divenuta sempre più critica verso i monarchi di Castiglia perchè nel corso di duecento anni non hanno dato il giusto prestigio alla Sardegna. Mentre alcune grandi famiglie feudali sarde come i Sanjust, forse per timore di perdere i privilegi acquisiti, continuarono ad appoggiare la monarchia spagnola, gran parte delle famiglie non tradizionalmente feudali aperte al progresso culturale come i Canelles, scelsero di appoggiare la corona Asburgica (che già comunque aveva regnato in Spagna nel XVI secolo) con la speranza di riscattare la Sardegna dallo stato di prostrazione in cui si trovava.


Juan Estevan I Canyelles - Canellas (sec. XVI- XVII) Membro del Parlamento sardo

La discendenza dei Canyelles continua attraverso il ramo di Juan II e dal figlio Juan Estevan Canellas che nel 1625-26 diventò membro dello stamento militare (sezione del parlamento sardo) durante il parlamento del viceré Baylona.
L' alto riconscimento di generosità concessa alla famiglia nel medioevo era un titolo medioevale e doveva essere commutato formalmente all'interno del regno di Spagna: nel 1630 Juan Estevan ottenne dal re il solo riconoscimento della nobiltà e cavalierato. La generosità tuttavia era un titolo nobiliare riconosciuto a poche famiglie di particolare tradizione storica, questa trasformazione del titolo a "nobiltà ordinaria" ridusse formalmente il prestigio che la famiglia aveva avuto nei secoli precedenti.
Il regno spagnolo aveva ormai nazionalizzato le popolazioni catalane e la lingua ufficiale divenne il Castigliano. La grafia dei cognomi spagnoli specialmente nei territori periferici del regno come la Sardegna, subirono qualche modifica; tra '500 e il '600 si passò dal catalano Canyelles a Canellas e quindi al castigliano Canelles.





Lo stemma Canelles secondo le concessioni del 1630

Juan Maria Canellas-Canelles  (sec. XVII-XVIII)

Juan Maria Canelles, in prima linea nella trasformazione politica di quegli anni e schierato nel partito filo-imperiale, divenne sindaco di Cagliari nel 1713.
Figlio di Juan Estevan e di Giovanna Ferray, Juan Maria  per un disguido burocratico (nel 1630 il padre Juan Estevan non si preoccupò di ottenere l'exequatur per la formalizzazione del titolo) nel 1683, chiese e ottenne nuovamente il titolo nobiliare decaduto per la mancanza di registrazione dell'atto.
Per l'occasione elaborò per la famiglia, l'attuale stemma composto da due leoni rampanti che sorreggono uno scudo coronato comprendente in 1°, l'aquila imperiale coronata con spada e scettro concessa a Juan Canyelles nel 1530 da Carlo V e in 2°, l'arma dei conti di Barcellona (pali rossi in campo d'oro) in ricordo delle antiche discendenze.
Per probabili disguidi di committenza, i pali rossi vennero in seguito dipinti in campo azzurro  anziché d'oro secondo i colori della bandiera di Cagliari e proprio quest'ultima versione diventò quella tradizionale nei secoli successivi fino ad oggi.
Nel 1689 Juan Maria divenne capitano di giustizia di Iglesias e sindaco di Cagliari nel 1713, sposò Monserrad figlia di Ambrogio Machin e Vincenza Torrelas dei baroni di Capoterra. Dal matrimonio nacque Juan Estevan II.


Juan Estevan II Canelles (1673-1713)

Estevan (Stefano) Canelles fu figlio di Juan Maria e di Monserrata Machin, nacque nel 1673,  si sposò con Giuseppa Serra di Santulussurgiu sorella di Antonio Efisio Serra comandante delle galee sarde.
Ebbe diversi figli: Monserrata, monaca di Santa Chiara, Ambroijo e Antiogo che morirono combattendo al servizio del Re di Spagna e Antonio Josè grazie al quale continua la linea di discendenza.


Francisco Canelles (sec. XVII- XVIII)

Fratello di Juan Esteven II e figlio di Juan Maria e di Monserrata Machin di Alghero, seguì le orme del padre impegnandosi in politica. Nel 1731, divenne Vicario reale di Cagliari. Non diede discendenza.



Antonio Jose' Canelles
(1708- fine XVIII)

Tra le personalità più rappresentative della famiglia nel XVIII sec., figlio di Juan Estevan, Antonio Josè  nacque nel 1708. Intraprese la carriera legale divenendo avvocato fiscale e sindaco dello Stamento militare, il braccio nobiliare del parlamento sardo. Tra i diversi incarichi da lui ricoperti troviamo quello di regidor del Marchesato di Valdecalzana, cioè amministratore dei feudo di Torralba, Borutta e Bonnanaro. In realtà questo incarico Antonio Josè lo scelse per necessità e non per onoreficenza, infatti la situazione economica della famiglia incominciò ad avere delle difficoltà. Nel 1773 già in età avanzata, con l'avvento al trono di Vittorio Amedeo III di Savoia, Antonio Josè chiese al nuovo sovrano un aumento di stipendio e nuovi incarichi.
Tra i numerosi figli nati dal matrimonio con Donna Aña Carta, troviamo Cosmo, Miguel, Luis e Carlo grazie al quale continua la discendenza.


Juan Maria Canellas-Canelles nel 1713


Cosmo Canelles (sec. XVIII -1816)

Tra i figli più celebri di Antonio Josè, spicca Cosmo che divenne Maggiore e Veghiere reale. Nel 1789 avendo dimostrato i quattro quarti di nobiltà, fu nominato cavaliere dell'Ordine Mauriziano. Nel 1793, nell'epica difesa di Cagliari contro gli assalti francesi raccontata dal capitano veneziano Giovanni Grego, Cosmo ebbe un ruolo rilevante: divenne Colonnello dei miliziani dislocati nell'istmo della Playa. Nel 1798 fu nominato giudice della Reale Udienza e nel 1812 ottenne il rinnovo dei privilegi nobiliari. Morì nel 1816 e la sua discendenza si estinse nel 1833 con il figlio Francesco che ricoprì dal 1824 la carica di Commissario di guerra a Cagliari. Analogamente si estinsero dopo poche generazioni anche la discendenza  dei fratelli Miguel e Luis.



Cagliari durante l'attacco francese del 1793, secondo la descrizione del  veneziano Giovanni Grego capitano di Vascello

 
 
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